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Sarà un’estate forse anomala, ma come sempre qualche giorno di pausa potrà concedere spazio ad interessanti letture.
Ecco i consigli “di carta” apparsi nella nostra newsletter TURING vs ASIMOV nella prima metà del 2020.
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Sarà la paura per la scienza, ma c’è un libro molto bello di Calvino che non viene spesso proposto come lettura nelle scuole di ogni ordine e grado.
Le cosmicomiche è una collezione di 12 storie brevi che si aggregano intorno a fatti scientifici. Profondo e divertente, sicuramente da leggere.

2001: Odissea nello spazio è la storia di due storie.
La prima è quella del film la cui sceneggiatura è stata scritta da Stanley Kubrick e Arthur C. Clarke. Il film è la visione estetica e criptica di Kubrick della storia del computer triste e del monolite.
La seconda è quella del libro di Clarke che, parallelamente a Kubrick, ne riracconta l’odissea.
In questo periodo di etica e manette per l’intelligenza artificiale, può essere molto interessante capire quanta strada concettuale sia stata fatta dal 1968 (non così tanta, forse).

L’interessante antologia “Red Star Tales: A Century of Russian and Soviet Science Fiction” riporta a un potenziale futuro visto dal passato con occhi diversi da quelli occidentali.
Diciotto racconti affascinanti che coprono un secolo di storia, dal 1890 al 1990. Storie tra scienza e futuro che comprendono anche un racconto di vita sulla Luna che magari tornerà attuale grazie a SpaceX e Nasa.

The Calcutta Chromosome è un libro complesso e interessante. Sconfina in più generi letterari: certamente fantascientifico, ma anche thriller e postcoloniale.
Il fatto che il personaggio centrale sia un programmatore aggiunge sicuramente fascino a questo libro per una buona percentuale dei lettori della nostra newsletter.
È un peccato raccontare troppo delle trama, oltre ad anticipare che tratta di viaggi nel tempo e cospirazioni.
Un bel punto di inizio per affrontare il mondo della fantascienza indiana.

È possibile parlare di robot senza parlare di tecnologia?
Se si considera che una delle radici dell’immagine dell’androide è nella figura del Golem, la risposta è affermativa.
Il Golem (1915) di Gustav Meyrink racconta di una Praga oscura. Parla di un essere artificiale formato da materiale inanimato e portato in vita dalla forza della parola scritta (come il codice di un algoritmo di AI).
Il libro è un classico che merita di essere letto.

Un libro e un mistero.
Il libro è Aniara (1956), un poema fantascientifico del premio Nobel Harry Martinson.
La storia è quella di una nave spaziale di coloni diretta verso Marte.
Il racconto parla di una fuga dalla Terra resa invivibile da guerre e malattie legate all’utilizzo della tecnologia (tema sempre più attuale).
La nave, controllata da un calcolatore, finisce per un malfunzionamento fuori rotta nello spazio profondo. Un’avventura che porta alla degenerazione dei comportamenti sociali dei coloni, dei loro vincoli morali e spirituali.
Il mistero è legato alla difficoltà nel trovare copie di quest’opera non in svedese (esiste una traduzione in italiano ma è evanescente).

Un libro mediamente complesso: The Nature of Computation.
Il libro parla di complessità dal punto di vista della matematica. Il tema è centrale per capire sia il presente sia il futuro del calcolo (chiarisce, ad esempio, l’utilità di ottenere dei calcolatori quantistici).
È potenzialmente impegnativo (anche rispetto ai concetti matematici usati), ma è un buon modo di impegnare il tempo nei giorni di cattività virale.

In questi giorni ci dicono che “siamo in guerra” contro un virus alieno alla nostra memoria occidentale.
Può essere quindi una buona (ri)lettura quella di un classico della fantascienza, “Starship Troopers”.
Provare a leggere la storia del protagonista, Juan Rico, che si arruola nella fanteria spaziale in un mondo militarizzato e azzardare analogie con il presente può risultare un interessante esercizio di quarantena.

Come in un banale film americano, un momento di creativo stacco risulta essere un grande passo avanti per la scienza.
Questa è una stringata descrizione della storia (probabilmente vera) che portò Conway a scoprire i “numeri surreali” partendo dalla rappresentazione (della parte finale) di alcuni tipi di giochi. I numeri surreali sono un grande tema in matematica; da alcuni punti di vista troppo grande per essere usato in modo comodo.
Conway è morto l’11 Aprile per COVID 19: tra i suoi libri, il classico “On Numbers and Games”.

Una proposta di lettura molto classica: “Il libro di sabbia” di Jorge Luis Borges.
Una raccolta di bellissimi (a meno di qualche eccezione) racconti, a tratti illuminanti.
Nello specifico, ha il pregio di contenere il racconto “Tigri blu”: qui il lettore è costretto a riflettere su come il poter “far di conto” non sia un tema inscindibile dalla realtà fisica.

La normalità rivoluzionata di questo periodo dà una possibilità interessante di rileggere libri del recente passato, orientati a far riflettere su un potenziale futuro che ora sembra essere cambiato.
È interessante, ad esempio, rileggere La Caverna, di José Saramago, fortemente influenzato da temi quali la globalizzazione, le megalopoli e il potere burocratico.
Cosa rimane di questo bellissimo romanzo? Cosa, invece, è ormai obsoleto?

La rimozione nella memoria collettiva è un fenomeno sociale che colpisce persone anche molto importanti e influenti.
In tempi segnati dal concetto di probabilità, dall’R0 del contagio all’aleatorietà dell’AI, è utile ricordare un personaggio rimosso dal mainstream come Bruno De Finetti.
De Finetti ha, tra i vari meriti, l’essere stato uno dei fondatori della concezione soggettivistica della probabilità.
La sua è stata un’influenza importante nel mondo della matematica, ma sarebbe da ricordare anche il suo impegno civile (concausa della rimozione?).
In questo numero consigliamo due libri per chi non non lo conosce o ne conosce solo un lato:
 Bruno De Finetti. Un matematico scomodo
– De Finetti, tra utopia e riformismo

Un po’ di coraggio è necessario per iniziare questo quasi-bellissimo libro: “Fearless Symmetry: Exposing the Hidden Patterns of Numbers”.
Il libro gira attorno all’ultimo teorema di Fermat e alla teoria di Galois. La scommessa degli autori è quella di riuscire a raccontare un argomento della moderna matematica in modo accessibile ai non addetti, senza scendere a compromessi riguardo al contenuto profondo.
L’obiettivo è forse troppo complicato da rendere semplice (a meno di una rivoluzione formale nella matematica). Faticoso ma molto affascinante.

La Cina tende a essere vista come un’unica entità dal Vecchio Continente.
Un modo per apprezzarne la complessità è quello di leggere qualche libro interessante che viene dal Regno di Mezzo.
Festa di primavera” è una raccolta di racconti di fantascienza scritti dalla giovane autrice Xia Jia.
Le storie parlano di un futuro in parte influenzato da temi che si intravedono già oggi. Uno dei racconti è “L’estate di Tongtong” che tratta il tema degli androidi e l’invecchiamento della popolazione.
Da leggere considerando la triste massima “Colui che traduce in maniera del tutto letterale è un bugiardo; colui che aggiunge qualche cosa è un blasfemo”.

Homo Videns di Giovanni Sartori guarda al futuro da un passato non troppo remoto (1997): saggio polemico e critico sulla transizione alla civiltà dell’immagine veicolata dal mezzo televisivo.
Interessante da leggere oggi e capire se veramente il percorso della modernità ha portato gli effetti degenerativi visti e previsti.


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